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Contributi volontari, ecco quanto costa pagarsi la pensione da soli


La contribuzione volontaria è ammessa, in presenza di determinati presupposti, tramite apposita domanda online da rivolgere all'Ente di riferimento.

 Nel caso dell'INPS, il lavoratore (anche se iscritto alla Gestione Separata) che ha cessato o interrotto l'attività lavorativa può accedere al versamento volontario dei contributi  che sono utili per il perfezionamento del diritto e per la determinazione di tutte le pensioni dirette (vecchiaia, anzianità, assegno ordinario di invalidità e inabilità) e indirette (superstiti e reversibilità) - per perfezionare i requisiti di assicurazione e di contribuzione al fine di raggiungere il diritto alla pensione e incrementare l'importo del trattamento pensionistico, se sono già stati perfezionati i requisiti contributivi richiesti.

Per ottenere l'autorizzazione il lavoratore deve dimostrare di essere in possesso di almeno cinque anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati o di almeno tre anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda. I requisiti temporali per ottenere l'autorizzazione devono essere perfezionati con la contribuzione effettiva (obbligatoria) confluita sul conto assicurativo mediante trasferimento, ricongiunzione e riscatto e alcuni tipi di contribuzione figurativa (CIG, TBC, aspettativa per motivi politici o sindacali).

Il costo del versamento della contribuzione volontaria è influenza da diverse variabili e fattori.

Per i lavoratori dipendenti (sia del settore privato che del pubblico impiego) l'ammontare del contributo volontario si ottiene applicando alla retribuzione di riferimento (quella dell'ultimo anno di lavoro), l'aliquota contributiva vigente che per gli ex dipendenti è pari al 27,87%, se autorizzati sino al 31 dicembre 1995, e al 33% per le autorizzazioni successive. Prendendo a riferimento il minimale 2025 (241,36 euro a settimana) il contributo non può essere dunque inferiore a 67,27 euro per i soggetti autorizzati sino al 31 dicembre 1995 e a 79,65 euro e per le autorizzazioni successive.

Per i lavoratori autonomi iscritti presso la gestione separata, ai fini della determinazione del contributo volontario deve essere presa in considerazione esclusivamente l'aliquota l'Ivs vigente per i soggetti privi di tutela previdenziale pari, per l'anno 2025 al 33% (25% per i titolari di partita Iva). Poiché il minimale per l'accredito contributivo è fissato in 18.555 euro, per il medesimo anno l'importo minimo dovuto dai prosecutori volontari non potrà essere inferiore a 6.123,15 euro, su base annua per i collaboratori e a 4.638,75 euro per i professionisti titolari di partita iva. Le aliquote si applicano sull'importo medio dei compensi percepiti nell'anno di contribuzione precedente alla data della domanda.