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Pensioni 2025, nuovi aumenti in arrivo


Secondo le ultime indiscrezioni il governo è in procinto di approvare una nuova riforma fiscale, che comporterebbe dei vantaggi anche sulle pensioni superiori a un certo importo.

Con il decreto legislativo n. 216/2023, in vigore dal 31 dicembre 2023, con il quale sono stati ridotti da 4 a 3 gli scaglioni IRPEF.

La rimodulazione degli scaglioni ha significato che, sulla parte di pensione che eccede i 15.000 euro e fino a 28.000 euro, l’IRPEF vale 2 punti percentuali in meno, quindi meno trattenute. Il meccanismo di progressività ha potuto, così, garantire un vantaggio di 260 euro a chi percepisce una pensione pari a 28.000 euro esatti, ma anche a chi ne prende una di 50.000 euro ed oltre.

C’è anche da aggiungere che il Governo aveva deciso di limitare il vantaggio, imponendo una sorta di franchigia da 260 euro per le detrazioni che i contribuenti sfruttano sui redditi, ma solo per chi ha pensioni sopra i 50.000 euro. In pratica, escludendo le spese sanitarie e i bonus sulle case, tutte le altre detrazioni produrranno sconti e rimborsi fiscali solo sulla parte eccedente i 260 euro (franchigia). Una soluzione, dunque, atta a limitare il vantaggio della nuova IRPEF per i pensionati con redditi più elevati.
Adesso, invece, l’attenzione del Governo si concentra sull’attuale secondo scaglione, quello dei redditi da 28.000 a 50.000 euro. L’intenzione è quella di ridurre l’aliquota dal 35% al 33%, un altro 2% in meno: questo, in buona sostanza, significa altri 440 euro in più.
Ci si attende che in estate la riforma venga portata a termine, completando così il secondo passaggio del riordino dell’IRPEF.

Si parla di una modifica che potrebbe portare anche ad una estensione del tetto massimo dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro, un’ipotesi già circolata in sede di manovra finanziaria 2025. Tuttavia, in quell’occasione, le risorse su cui il governo puntava – provenienti dagli incassi del concordato preventivo biennale – si sono rivelate esigue, facendo slittare il progetto.

Va, comunque, evidenziato che non conseguirà alcun vantaggio per i pensionati con trattamenti che rientrano nel primo scaglione, ossia fino a 28.000 euro. E questo perché la novità, se davvero diventerà ufficiale, interesserà esclusivamente il ceto medio e le pensioni più alte di 28.000 euro.